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Il lavoro cambia volto: la progettazione dell’ufficio del futuro

Accessi, sicurezza, controllo degli ingressi, sono ancora cruciali nella progettazione degli uffici di domani? In un’epoca in cui smart working, forme di lavoro a distanza e nuovi modelli di condivisione degli spazi di lavoro, sembrano ridurre sempre di più il peso dell’infrastruttura fisica, può avere ancora senso investire nella progettazione di un ufficio?

La realtà, come spesso accade, va al di là dei numeri e si dimostra molto più complessa di quanto possa apparire. L’evoluzione del lavoro, comporta un ripensamento radicale non solo dei modelli organizzativi ma anche degli spazi aziendali.

I numeri di coworking e smart working in Italia

L’Italia non conosce ancora i livelli di crescita e diffusione che telelavoro e co-working hanno già conosciuto altrove. Si pensi solo agli Stati Uniti, dove tra il 2005 e il 2015, il numero di persone che lavorano da casa, è cresciuto del 115%.

In Italia la realtà è ancora contenuta entro valori di crescita decisamente minori, ma destinati ad aumentare nei prossimi anni a ritmi prevedibilmente accelerati.

Basti pensare ad esempio al fatto che se nel 2016 solo il 36% delle grandi aziende avevano introdotto esperienze di smart working, già nel 2017 il dato sale a una grande azienda su due.

Altrettanto si può dire per il co-working, che è passato dalle poche decine di realtà che si potevano registrare su tutto il territorio nazionale, a ben 660 spazi di lavoro condiviso in tutta Italia.

In entrambi i casi, di fronte a tassi di crescita così rapidi, si potrebbe pensare che l’ufficio tradizionale sia destinato a tramontare o quanto meno ad essere fortemente ridimensionato.

In quale direzione andrà la progettazione degli spazi di lavoro?

È chiaro che di fronte ad uno scenario in cui le aziende punteranno sempre di più a decentralizzare i luoghi di lavoro, l’utilizzo degli spazi assumerà un peso decisivo all’interno delle organizzazioni aziendali.

Non solo in termini di costi ma, soprattutto, nell’ottica di un maggior benessere per i propri lavoratori.

D’altro canto, parliamo di un luogo, l’ufficio, in cui i lavoratori sono destinati a trascorrere almeno un terzo della propria giornata lavorativa.

Per questa ragione, andranno rimodulati non solo gli spazi di lavoro attuali, ma anche quelli che, in una prospettiva di ottimizzazione delle risorse, verranno inevitabilmente condivisi.

Da un lato l’ufficio tradizionale dovrà essere ridisegnato in maniera flessibile, così da renderlo idoneo ad adattarsi sia alle fasi espansive che a quelle di contrazione. In questo caso, giocherà un ruolo fondamentale il design che ispirerà l’ufficio di domani. Si tratta di immaginare spazi in cui, ad esempio, non saranno più previste scrivanie vuote che possano impattare negativamente sul piano motivazionale dei lavoratori. Né spazi inutilizzati. Ma si dovrà riprogettare, favorendo quanto più possibile l’accesso a fonti di luce naturale, la creazione di spazi condivisi fra i lavoratori. L’obiettivo non sarà solo il benessere e la produttività dei lavoratori.

Una concezione differente dei luoghi di lavoro rappresenterà uno dei fattori a cui guarderanno sempre di più gli investitori esterni, per valutare competitività e prospettive di crescita di un’azienda.

Il lavoro al di là dell’ufficio: come cambia l’accesso al luogo di lavoro

Nel futuro del lavoro non ci saranno solo uffici da riprogrammare ma luoghi nuovi, pensati proprio per rispondere alle esigenze dei lavoratori di domani.

La flessibilità avrà bisogno di spazi di lavoro aperti e dinamici, caratterizzati da accessi digitalizzati, sistemi di sicurezza rigidi ma fortemente automatizzati. Velocità nelle procedure di ingresso e una digitalizzazione integrale delle infrastrutture.

Accessi, sicurezza nei luoghi di lavoro, tutto dovrà rispondere a criteri fortemente innovativi. Il controllo accessi, ad esempio, dovrà integrarsi in un nuovo ecosistema, in cui prevarrà la disintermediazione dei controlli, a vantaggio di sistemi digitali totalmente gestibili e monitorabili da remoto.

È evidente dunque, che la rivoluzione tecnologica in atto nel mondo del lavoro, non cancella gli spazi ma, al contrario, impone di ripensarli in un’ottica totalmente nuova per farne crescere valore e peso strategico nell’organizzazione.